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Dobbiamo Partecipare!

Esperimento sociale
La politica per strada

MILAN
 

da un giro per il mio quartiere a Milano

Questo articolo rappresenta la posizione personale di un attivista che prende spunto da un argomento interessante dibattuto. In attesa che vi sia uno spazio ufficiale

 
 

La politica prende voti.
O alimentando speranze
O ricordando paure

Eccoci al primo appuntamento con la storia del “dopo” movimento.
Sarà la prova della tenuta di un moVimento diviso tra tante piccole parrocchie con all’interno altre fazioni che cercando di resistere alla dissoluzione ?
E meno male che il Presidente aveva detto “nel partito non possono esserci correnti”… più che correnti secondo me vedremo… tempeste il 4 ottobre !
Ma oramai il focus non è più sul M2050: parliamo di un dignitoso partito come altri giocherà le sue carte per poter sviluppare un programma.
Programma che sulla carta potrebbe essere simile a quello del Movimento originale ma con delle modalità che non sono quelle volute dalla base. Ma dalla sola base che vedremo presente il 4 ottobre.
Tornando alla nostra piccola discussione… il focus è quello della politica “locale”. Insomma quella del politico che vive nella casa a fianco e non a Roma o a Bruxelles.
Il caso che posso testimoniare è Milano. La “grand Milan” che si appresta a vivere una battaglia tra “centro destra e centro sinistra” all’ultimo respiro.
Il Sindaco, i Consiglieri Comunali, il Municipio sono “fatti locali dove conta più la persona che il suo simbolo. Dove se sei stato onesto e non hai preso in giro i tuoi cittadini puoi ricevere nelle urne più di quello che ti aspetti. O anche il contrario.
Vivendo nel Municipio 2 posso anche  permettermi di analizzare come sono andate le cose e quello che succederà tra due giorni.
Il Municipio 2 non è uno di quelli semplici. Ma a Milano, tranne il Municipio 1 che è “il centro” tutti gli altri hanno gli stessi problemi. Sono “spicchi” che partono dalla circonvallazione interna (quella delle Porte) fino alla estrema periferia e quindi tutti soffrono i problemi di Milano nello stesso modo senza distinzione.
Verso il centro il tema delle aree ciclabili, lo smog, e i cantieri… verso la periferia il degrado, i campi nomadi, le case popolari e la delinquenza.
Il Municipio 2 poi ci mette pure la ciliegina sulla torta: l’area degradata della Stazione Centrale è il “plus” che ci distingue.

Perché parlarne  ?
Il problema è chi votare in base a qualche idea,  un ideale, un progetto, una speranza che le cose siano migliori, che il cittadino a casa sua si senta felice, protetto, libero di muoversi e viaggiare di portare un cane fuori e di correre senza vincoli.
Per me i politici vivono alle spalle delle emozioni del cittadino.
Chi ti dice di sperare e si aggiudica la tua fiducia perché “se mi voterai io farò”… e ti riempie di speranza della quale hai bisogno.
Chi ti dice di proteggerti e si aggiudica la tua fiducia perché “ se mi voterai ti proteggerò” e ti riempie di sgomberi, polizia di quartiere, pulizia e controllo.
Ma il cittadino ha veramente bisogno di queste cose o … ha solo la scelta tra un ideale improbabile o una paura indotta?

Non posso pensare che la politica sia tutto qui. e allora ho provato a fare un esperimento stupido e semplice.
Mi sono tolto la casacca di simpatizzante ex-M2050 e mi sono messo quella dell’astensionista.

Ma chi è l’astensionista cronico?

E’ un pigro, disilluso, critico, inaffidabile, incoerente ma soprattutto cinico cittadino che non ha fiducia in nessuno… la cui frase da bar è normalmente “è tutto un magna magna”
Allora come pigro non sono andato ad informarmi su chi votare.
Ho solamente subito passivamente ciò che si presentava di fronte a me accettando una logica attendista. “Vediamo cosa succede se non faccio nulla”.
Cosa mi poteva sollecitare passivamente ? Semplicemente a pubblicità, il volantinaggio, le lettere di politici che non ho mai visto e conosciuto, qualche incontro al bar o qualche piccolo raduno organizzato dagli attivisti in zona.  Non vedendo TV e non entrando nei siti ho evitato la pubblicità push che tanto non avrei mai accettato.

Ho visto e letto tutto SENZA pormi il problema del colore, della idea, della fazione o della scheda.
Come astensionista agnostico volevo capire cosa avrebbe potuto influenzare una persona non allineata in base alle sue due grosse convinzioni personali :
CHE speranza tu politico mi puoi dare a 50 anni con 1 moglie, 2 figli, 1 mutuo e 2 gatti e una sola salute ? Mi aiuterai se mi ammalerò? Se perderò il lavoro?
CHE paure tu politico mi puoi risolvere nel mio futuro a 50 anni con 1 moglie, 2 figli, 1 mutuo e 2 gatti? Mi aiuterai se vorranno rubarmi in casa? Se qualche personaggio strano molesterà la mia famiglia? Se il Comune alzerà le tasse o eliminerà i parcheggi?

E allora vai… correndo e camminando per il mio Municipio ho semplicemente accettato chi mi porgeva un bigliettino, un volantino, una sua proposta.. chi mi fermava per parlare 5 minuti. Cosa che anni fa non avrei assolutamente fatto.

Cosa ho raccolto in due settimane?

Tutte cartoline belle, colorate, patinate, costose… tutti investimenti per il “futuro” dei nostri rappresentanti.
Con il materiale raccolto mi sono impegnato nel leggere i contenuti, nel conoscere cosa i candidati volevano trasmettermi
I loro valori, le loro idee e i loro progetti
Chissà se avranno la possibilità di sedurmi, di creare una aspettativa e di ottenere così il mio voto pigro astensionista.
Senza fare nomi, ma solo i partiti, ecco la mia piccola spietata analisi:
Partiamo da un candidato di IdV. Trovo il suo fogliettino sul parabrezza dove mi ricorda nella scheda verde dove dovrò inserire la X sul simbolo del suo partito e il suo nominativo.
Nella foto un suo piccolo foglietto dove riporta un slogan “ una scelta per il quartiere” ma il resto del foglio è scritto troppo in piccolo. Non vado a cercare in internet e quindi non saprà mai cosa vorrà dirmi. Scopo poi che apparteneva ad altra fazione politica dalle quale era stato espulso.
Beh. La reputazione vale molto. Anche se non condivido le sue idee non condivido sicuramente il suo modo di fare politica. KO secco e procediamo.
Passiamo poi al candidato della Lega. Qui il foglio, a parità di dimensioni, è più chiaro e “parlante”. Nel documento ci sono i riferimenti ai social e al numero di telefono. Bene, è disponibile quindi ad essere contattato e ci si può discutere. Punto a suo favore. Nel retro del foglietto una breve descrizione sui suoi precedenti mandati,  titolo di Studio e aspirazioni. Obiettivi semplici, riferimenti al degrado, l’illegalità e le ingiustizie. Si fa riferimento a Milano che deve tornare a pianificare infrastrutture e creare lavoro, ovviamente come attrattiva a livello mondiale.
Una seconda scheda fa riferimento al fac-simile della scheda azzurra per le elezioni comunali  e quella verde per il Municipio 2 di Milano. Direi si presenta bene. Sicuramente una conferma per i suoi elettori.
Altro foglio, però in formato A4, altra candidatura Lega. Candidata ben posizionata che raccolta l suo programma, le sue passioni e i suoi impegni con attenzione alla zona per una Milano più sicura e meno degradata. Un cenno alla concorrenza “di sinistra” del Sindaco uscente Sala e poi ovviamente si promette che con lei andrà meglio. Diciamo idee chiare e aperte. Se ti piace bene altrimenti sai comunque cosa voti.
Passiamo poi ad una candidata alla lista dell’attuale Sindaco Beppe Sala. Fogliettino recuperato mentre correvo che mi ha dato in mano proprio lei stessa con un bel sorriso.
Forse temeva che io lo buttassi alla prima curva, see….. invece me lo sono portato a casa per leggerlo. La fierezza di essere nata il giorno della liberazione. Una cultura sulla rigenerazione urbana. Nessun accenno alla sicurezza o ai campi rom ma solo alla volontà di recuperare i luoghi abbandonati. Anche qui qualche idea me la sono fatta. Nessun riferimento per contattarla nei social.
Strano, FB non costa molto ed è utile per farti un poco di follower.
Tornando a FdI : un altro candidato espone un bigliettino fuori standard, ovvero un quadrato. Il suo slogan è semplice. Bisogna essere insieme per un futuro migliore! Anche in questo caso nel piccolo quadrato avrebbe potuto dire qualcosa di lui. Ma non lo fa. Occasione persa. Non pervenuto. Perché dovrei dare il mio voto a chi non sa dirmi cosa vorrebbe fare per me?
Ancora FdI con due candidati per la scheda azzurra e verde. Foto e cognome, X sul simbolo e cognome preferenza in chiaro. Non ci sono riferimenti, slogan e nemmeno in questo caso link a social o telefono per provare a contattarlo. Non mi dicono nulla. Perché dare il voto se non mi dici nulla di te?
Cambiamo bandiera e passiamo a Forza Italia. Scheda formato A5 dove si esorta a mettere la X sul simbolo e sul cognome. In questo caso c’è spazio per la presentazione. Professione di tutto rispetto che il candidato che si propone di mettersi al servizio dei cittadini con la propria competenza affinché si possano concretizzare gli obiettivi.
Frasi con buon impatto. Io avrei messo qualche esempio di obiettivo, come ad esempio ha fatto la Lega (sicurezza, degrado, etc.). Molto competente ma cosa vuole farci con quella competenza? Nessun link per poterlo contattare. Proposta comunque accettabile. Almeno sulla presenza e competenza.
Altro bigliettino piccolo double-face. Candidato per il Comune e per il Municipio. Lista “per Beppe Sala” differente da quella precedente. Dire di mettere una X e un cognome senza neanche uno slogan o un link mi spiace non basta. Poco “grip”. Altra occasione persa per dire qualcosa di se.
Non ultimo altro candidato della Lega che volantivava davanti a supermercato con un bel foglietto dove si raccontava. Anche in questo caso ben organizzato
Nessun riferimento ai social.

Finito. Nulla altro pervenuto.


Potrei parlare anche di altre liste ma non lo faccio semplicemente perché non ho avuto contatti “urbano-stradali” quindi mi baso su una cronaca reale di quello che la “strada” mi ha regalato.

I politici del mio Municipio 2 hanno avuto tutti la stessa possibilità di contattarmi per strada, non ho mai deviato il percorso per evitare volantinaggi e non ho mai buttato per terra un pezzo di carta per rispetto di tutti oltre che del suolo.

Mi è mancato qualcosa dei partiti come il Movimento M2050, le liste tipicamente di nicchia di “sinistra” con falce e martello, la lista Gay, la lista di G Paragone piuttosto che Potere al Popolo.

Dove sono questi rappresentanti? Eppure le liste hanno almeno 20/30 nominativi. Perché non li vedo in giro a farsi conoscere ? Di cosa hanno paura? Vogliono investire o no sulla loro proposta? E poi, quale proposta?

Questione di soldi che ti da il partito o che ci metti di tasca tua ?
Certo, in base alle risorse a disposizione ognuno “pastura” i propri elettori con quello che può.... ma mi permetto di dire qualcosa.
Se sei un semplice attivista della tua zona hai sicuramente amici e colleghi che possono mettersi a volantinare fuori dal Supermercato, possono mettere fogliettini sulle auto o sulla casette di posta.
Se non hai soldi farai le fotocopie in bianco e nero, ritaglierai i tuoi bigliettini e passerai le sere a metterli sulle auto. Se vuoi con il tuo attivismo puoi farlo. Puoi provarci.
Eppure nulla. Sarò stato sfortunato o sarò passato nel momento sbagliato. ne dubito.

Che conclusioni ho tratto da questo esperimento “urbano”?
Posso dire, indipendentemente dalla scelta che farò, che i candidati più aperti, disponibili al dialogo e che si “sono esposti” con i vari canali social sono quelli rappresentati dalla Lega.
Purtroppo, e lo scrivo controvoglia, devo essere onesto e equidistante come giusto sia una cronaca.
Se fossi un astensionista ho trovato solo in questo attivismo molto “capillare” la disponibilità a farsi contattare, ad ascoltare e a chiarire la propria posizione.
Sarà questo il futuro del territorio delle nuove proposte? Troveremo degli attivisti territoriali pronti a tutto perchè ci sia una vera partecipazione forte, attiva e convinta che trascini i cittadini al voto.
Al voto consapevole ?

Il bilancio del resto di Milano, che per molti è già in tasca al sindaco Sala, è trite.
Per tutti gli altri, tranne che per un caso della lista SALA, ho visto pochi e nulli tentativi di raccontarsi, di essere visibili e disponibili per una chiacchierata o presso un gazebo per parlare del futuro.
Questo non è attivismo territoriale. Questi partiti non hanno interesse a metterci la faccia, ma solo a prendere un "distratto voto" dall'astensionista non pigro.

Forse sta cambiando il metodo?

Sta cambiando modo di fare politica a Milano? Forse molte liste sono già “rassegnate” a perdere e non hanno interesse a “investire” sui propri candidati e sugli ideali che dovrebbero distinguersi ?
Come può un cittadino cercare una alternativa se questa non è visibile?
Dove sarebbe, ad esempio, quella “sinistra” che è per la socialità, per l’integrazione e per la rinascita di Milano?
Liquideremo tutto con “chi ha fatto le piste ciclabili e la Area B”? Chi ha fatto l’EXPO o meno? Chi ha proposto il progetto del parco o la chiusura del Campo Rom?
Diremo ai cittadini che con le loro tasse compreremo più cestini? Più aree cani? Più pattuglie della polizia? 
Tutto qui il sogno della “Milano da bere?” della “Milano ombelico del mondo?” e della “Milano EXPO?”

Milano ha bisogno di questo? Se vuole essere rilanciata come il centro della Europa che funziona e diventare una metropoli multi etnica e multiculturale come Londra, NYC o Madrid si deve fermare ai piccoli e grandi problemi che altre città hanno comunque? Forse NYC non ha il Bronx? O Parigi la banlieue?

Non so chi voterò. il mio partito non esiste ancora nella liste di Milano ma spero di vederlo presto
Ma mi spiace buttare via il mio piccolo ma prezioso voto.

Certo la possibilità di dare un voto disgiunto al Sindaco più affine alla mia idea di Movimento potrebbe esserci mescolata con una opzione per una lista opposta.
Un giusto compromesso tra chi ha fatto bene ma non è del mio colore e chi dovrà fare bene ma è ancora un punto interrogativo.

Sarà una votazione strana. La possibilità del voto disgiunto metterà “nel pallone” i Presidenti di Seggio, i cittadini e anche i rappresentanti di Seggio.

Il 4 ottobre avremo un bel verdetto. Per tutti i partiti dentro e fuori dal Governo.
Per i presuntuosi che pensano di aver già vinto
Per i poltronari che tremeranno ancora di più.
Per gli illusi.
Per i traditori che saranno traditi dai loro elettori.
Per i puri che resteranno fuori dai giochi
Per quelli come me, eterni illusi di poter trovare sempre un nuovo cittadino rappresentante e portavoce che guarda prima agli ideali e poi alla poltrona.

Vincerà un partito. Lo sappiamo tutti. Quello degli astensionisti incazzati, delusi e nauseati dalla politica. Sicuramente dopo la forte illusione data dal Movimento.


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