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Dobbiamo Partecipare!

Spunti di Riflessione
sul
FEMMINICIDIO

t 


da idee sparse della Chat della fucina !

Questo articolo rappresenta la posizione personale di un attivista che prende spunto da un argomento interessante dibattuto. In attesa che vi sia uno spazio ufficiale

 
 

Prendendo spunto da una chat di attivisti ho cercato di aggregare idee, post, segnalazioni, discussioni e provocazioni su un tema particolarmente sentito

IL FEMMINICIDIO

Perché parlare di femminicidio e cosa vuol dire esattamente ?

Il termine femminicidio è un neologismo che identifica i casi di omicidio doloso o preterintenzionale in cui una donna viene uccisa da un individuo di sesso maschile per motivi basati sul genere.
Il femminicidio costituisce un sottoinsieme dei casi di omicidio aventi un individuo di sesso femminile come vittima. Il significato di tale termine è per estensione definito come «qualsiasi forma di violenza esercitata in maniera sistematica sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuare la subordinazione di genere e di annientare l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico della donna in quanto tale, fino alla schiavitù o alla morte», in linea quindi con la definizione di violenza di genere.

Quale è lo stato del fenomeno in Italia ?
Nell'ordinamento penale italiano il termine ha fatto la sua comparsa con il decreto legge 14 agosto 2013, n. 93 (convertito nella legge 15 ottobre 2013, n. 119) recante "Nuove norme per il contrasto della violenza di genere che hanno l'obiettivo di prevenire il femminicidio e proteggere le vittime".

L'incidenza del fenomeno in Italia nel periodo 2004-2015 è di 0,51 morti per 100.000 donne residenti, il valore più basso tra tutti i 32 paesi europei e nordamericani del citato rapporto UNODC, un dato inferiore alla metà della media dei 32 paesi osservati (1,23 su 100.000)
Il dato italiano è il migliore anche per ciò che riguarda i femminicidi di cui è autore il partner o l’ex partner, con un'incidenza di 0,23 uccisioni ogni 100.000 donne residenti, minore della metà del dato medio riferito ai dodici paesi per cui erano disponibili dati confrontabili.

Perché un uomo uccide una donna, più in generale una parente o partner?
Possono esserci più risposte.
Sicuramente ci sono aspetti culturali che permettono all’uomo di sentirsi superiore e di conseguenza di essere legittimato a fare violenza alla donna considerandola non degna della propria pietà.
Cause scatenanti del femminicidio possono essere un semplice rifiuto, la scelta del partner di separarsi o divorziare, un generico attacco di gelosia e tutte quelle manifestazioni dove la donna, cercando di ribadire la propria parità, viene neutralizzata dall’uomo.
Spesso l’uomo, sapendo che tale gesto non gli permetterà di proseguire una serena vita, annulla la vita della donna come per vendetta e ripicca e successivamente si suicida consapevole di essere diventato lui stesso inutile.
In molti casi, proprio per “cancellare” quello che lui considera un errore della donna o un suo errore, è disposto “a mente fredda”, ad uccidere i figli senza alcun ripensamento. Purtroppo le cronache ci mostrano anche gli eccessi più devastanti del femminicidio dove una intera famiglia sparisce per sempre per mano di un pazzo.

Il tema è delicato e dopo un primo post sono “fioccate” delle indicazioni, con mio grande piacere, composte da una ottima percentuale di donne  (considerando che nel Blog che conosco le donne sono il 20%).

Leggendo le idee della comunità sono usciti spunti interessanti che ho raccolto in ordine sparso sia come azioni CORRETTIVE (spesso punitive più che riabilitative) che azioni PREVENTIVE o PREDITTIVE.

Quali possono essere le azioni CORRETTIVE?
-    Meccanismi di punizione//detenzione che possano scoraggiare gli uomini intenzionati potenzialmente ad uccidere una donna
-    Sistemi di prevenzione che prevedono a persone che hanno fatto reati minor (stalking) di essere allontanati dalla potenziale vittima così da ridurre il rischio di contatto e di maltrattamenti
-    Sistemi di rieducazione dove i potenziali stalker vengono intercettati ed educati a trasformare il loro disagio e rabbia in aspetti positivi cercando di dissuaderli dalla loro azione di vendetta/ripicca
-    Terapia di coppia per far riavvicinare serenamente coppie cosi da permettere una separazione controllata e efficace

Quali possono essere le azioni PREVENTIVE ?
-    Percorsi di educazione alla tolleranza e alla accettazione della parità uomo donna sia nella scuola di ogni grado che in altre forme per gli adulti (circoli di ascolto, convegni)
-    Organizzazione di consultori per coppie con problemi allo scopo di attenuare il conflitto e promuovere l’accettazione della parità
-    Pubblicità in TV persuasiva e coinvolgente dove si spiega che ricevere un NO da una donna  non è un disonore o una mancanza di “mascolinità” ma solo un diritto della tua partner.

Quali possono essere le azioni PREDITTIVE ?
-    Monitoraggio dei profili di uomini che hanno nel corso del tempo fatto atti di violenza (non necessariamente su donne) o di stalking anche lievi in quanto potenziali soggetti a rischio
-    Monitoraggio su social di persone che inneggiano, scrivono, pubblicano e/o navigano su siti o cercano informazioni su temi affini
-    (lo so sembra la trama di Minority Report… )

A parte l’elenco (da migliorare) delle tipologie di azioni, è interessante recuperare le “idee” in ordine sparso che ho registrato.
Una pluralità di visioni che fa riflettere : 
-    I genitori devono imparare a dire NO al figlio maschio. Il padre deve sostenere la madre perché è più probabile che un figlio maschio che non accetta il parere femminile e considera inferiore una donna domani possa essere più propenso a non accettarne la libertà di scelta. Immaginiamoci una moglie che voglia divorziare.
-    Purtroppo è un'idea, anzi un meccanismo, evolutivo... Lo supereremo soltanto con tanta "buona" cultura
-    Cioè? I figli maschi devono imparare ad accettare un no e le figlie femmine devono imparare a non accettarlo?
-    Se è cultura del dominante che deve distruggere ciò che è dominato non riguarda la distinzione maschio/femmina. Secondo me, è proprio l'idea insana che ciò che è inferiore debba soccombere per fare emergere il superiore! Oppure che la diversità sia da eliminare!
-    Pensiamo ai ragazzi che crescono in famiglie della camorra o altro che riescono a tirarsene fuori proprio perché la scuola e compagni gli hanno fatto comprendere che si può e si deve vivere onestamente che la sopraffazione è sbagliata è indegna
-    Le famiglie si differenziano in milioni di modi sia di genere che di principi ci possono essere retaggi antichi religiosi politici distorsione della realtà o altro
-    Mentre un istituzione come la scuola è unica per tutti coloro che la frequentano
-    Ci dovrebbe essere almeno un ora a settimana d’insegnamento e di dibattito perché è proprio nel confronto che si cresce
-    Insegnare l’ascolto e la riflessione
-    Spiegare solo ciò che non si fa non basta serve creare un modo di pensare e concepire le relazioni umane
-    Quando la scuola e diciamo la società civile riesce a vincere una battaglia vinciamo tutti e stiamo cambiando il mondo
-    Per estensione, rivedere leggi, regolamenti e cambio culturale per promuovere la parità dei diritti
-    Per chi propone pene più severe, si fa notare che l’uomo agisce in modo irrazionale e istintivo e di conseguenza non è interessato alle conseguenze di quello che farà (spesso infatti all’omicidio segue il suicidio)
-    Si fa notare che la mamma deve imparare a dire NO al proprio figlio maschio (ma questo non implica che lo stesso valga per la figlia).
-    Provocazione. Secondo te in una coppia formata da due madri con più figli anche di entrambe quale sarebbe la probabilità di un femminicidio ( incluso purtroppo figli più successivo suicidio ?)
-    Si fa notare che non può essere lasciato alla madre il compito di educare e formare il figlio maschio ma che il contributo del padre è essenziale per “rafforzare” il concetto. Un padre assente o che sotto sotto è complice del figlio (pensando di forgiarne un maschio alfa) in realtà sta danneggiando la sua educazione
-    Purtroppo l educazione non è una scienza precisa ......che si può dividere a fette come una torta....
-    No no, all'educazione dei figli partecipano in egual misura entrambi i genitori, quindi non parliamo solo alle "mamme"...
-    Mamma mia argomentino leggero oggi sono talmente tante e diverse le componenti che rientrano nella violenza in generale e in quella di genere a maggior ragione che servirebbe una settimana per elencarne la metà......certo è che se bastasse una legge o innestare un chip della civiltà in ognuno sarebbe tutto più semplice....scuola,educazione,cultura,servizi sociali più attenti un clima più disteso dove non ci si infiamma per un nonnulla...in poche parole una società diversa gli ultimi 30 anni non hanno certo aiutato...ma da qualche parte bisognerà pur cominciare...
-    Scuola e famiglia sono i luoghi dove intervenire. A scuola no problem, per le famiglie si possono tenere sedute agevolate (nel costo) di terapia familiare.
-    È proprio questo il punto. La gente per lo più "consuma" i media. Bisogna ripartire da lì. Servono trasmissioni che educhino all'intelligenza emotiva, serie che abbiano modelli positivi da seguire etc.
-    Lavaggio del cervello? Può essere... ma i media non sono mai "neutrali".
-    Io da anni seguo la TV cinese. È, secondo me, il più riuscito esempio di propaganda di stato. Non certo i maldestri telegiornali che osannano le gesta del "timoniere"... ma i programmi di intrattenimento:
-    serie, film e talk show con dei "testimonial" amatissimi soprattutto tra i giovani, che cercano di promuovere la "solidarietà", l'"amicizia", "la legalità" e i "buoni sentimenti" tra genitori e figli (la così detta "pietà filiale", cardine della cultura cinese).
-    Il tutto può sembrare "mieloso" ed "edulcorato" (e a tratti lo è). Ma sicuramente è un modo efficace per raggiungere una platea molto ampia.

In sintesi per la chat la prevenzione si fa:
-    Coinvolgendo la coppia di genitori
-    Educando tutti al rispetto di genere
-    Aiutando i genitori a fornire un modello corretto ai figli
-    Usando anche la Scuola e la TV per propagandare il giusto modello
-    Scoraggiare modelli dannosi e tossici

Chissà se questa discussione come altre possano poi essere prese come punto da chi pensa che la partecipazione attiva sia il modo di crescere di tutti i cittadini (indipendentemente dai singoli pensieri… l’importante è partecipare!!) per sviluppare una azione che migliori le attuali leggi su un tema così delicato e doloroso.

Allego un esempio del metodo dei 5 perchè (QUI IL LINK) che qualsiasi persona può utilizzare come "metodo" per arrivare a isolare la causa radice di un qualsiasi problema
E il femminicidio è un problema !
E' compilata con un esempio neanche tanto preciso.. ma l'importante è provare a farne uno proprio ed arrivare ad una causa.
Data la causa... sarà più facile capire come creare una azione preventiva, correttiva o predittiva
Con l'obbiettivo di RIDURRE questo tipo di delitti




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