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Dobbiamo Partecipare!

Politica della
Generazione X

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da una serata a Milano

Questo articolo rappresenta la posizione personale di un attivista che prende spunto da un argomento interessante dibattuto. In attesa che vi sia uno spazio ufficiale

 
 

Venerdì sera un compleanno di amici mi porta nel mio vecchio quartiere di Milano, proprio dove sono nato.
Il Bar, un tempo rifugio delle “bigiate dalla scuola”, tempio del flipper da 50 lire, si è pian piano trasformato in un apericena all inclusive street food etc. etc.. e con lui tutta la zona ex-dormitorio si è riattivata con una miriade di persone. Un pascolo di giovani con mascherina abbassata, mojito in mano e pascolo libero tra le rotaie del tram.

Tra una massa informe di quasi giovani, almeno rispetto la mia età, entriamo ed esibiamo il nostro fiero “green pass” che ci autorizza a sedere all’interno tra tavoli vuoti mente fuori la sera impazza.
Già il green pass fa capire che siamo la generazione del "boomers"... tutti precisi e rigorosi come l'italiano per bene.

Terminato il compleanno con una ottima apericena ci incamminiamo alle auto passando davanti ad altri locali tutti rigorosamente con una “parte esterna” che, se non fosse per il Covid, lascerei per tutta la vita.

Sarà che Milano con tutti i locali è l’emblema della “movida Tranquilla”, sarà che ci si sente più liberi rispetto ad un anno fa… i locali esterni sono belli da vedere con queste lucine e con la gente che in apparenza sembra serena e felice come se il Covid fosse una lontana paura.
Beati loro.

Mentre sorpassiamo l’ultimo locale, un ragazzo dalla apparenza molto giovane ma con fare distinto ci rincorre con un dépliant. Noi pensavamo fosse una pubblicità o qualcosa del locale .. e ci fermiamo ad aspettarlo.

A sorpresa il giovanotto ci dice.. sono del partito X candidato per le comunali di Milano. Ecco il mio programma per la zona di Milano !

Prendiamo, più per cortesia che per convinzione il bigliettino in quadricromia con scritto “ fai la croce sul partito X e indica il cognome Y.
Per riderci sui replico “grazie… come partito non mi sei antipatico, ma ho altre idee.. mentre guarda… per i miei amici rispondo io … loro sono proprio molto distanti dalle tue idee.
In ogni caso.. caro Y, in bocca a lupo per la tua proposta e vai avanti così !"

Rientrando a casa commentiamo questa curiosa situazione.
A Milano, ma non so altrove, si presentano molti giovani donne e uomini della “generazione X”.

Simpatici, ben curati, sorridenti, con poche idee chiare e con abbastanza risorse da potersi permettere incontri politico culturali. Il locale con l'happy hour, soluzione tipiamente più da dandy che da "combattente comunista" e queste stampe di bellissimi foglietti in quadricromia patinati fanno il loro buon effetto. Ma dicono che tutto è cambiato

Come è cambiata la politica? Ai miei tempi era molto diversa, basata su altri canoni e su uno stile di comunicazione, persuasione e “contatto fisico” differente.
I circoli di sinistra, le prediche in chiesa “pro DC”, i circoli di destra. Comizi, affissioni, proclami .. scontri tra fazioni, centri sociali.
Insomma qualcosa di pià radicato.. forse estremo... ma istintivo.

La generazione X ha cambiato, ha svoltato trovando nel metodo di aggregazione più comodo e pratico il miglior strumento per farsi notare e votare.

Non ha senso andare in TV e farsi massacrare dal giornalista di turno, specializzato in contraddittorio e pronto a scavare nel torbido di qualsiasi politico umano. Perchè sfidare la sorte dove puoi bruciarti la reputazione ?

Meglio discutere davanti a uno spritz con 4 semplici cose che fanno “trend”. Green Pass, Vaccinazioni, Reddito di Cittadinanza e Immigrazione. In un colpo solo entri nella pancia dell’interlocutore.. che indipendentemente dal colore politico.. su questi argomenti riesce a replicare senza sentirsi “incompetente” e crei quella "empatia" che ti permette di sembrare (o essere?) onesto, pratico, credibile... insomma votabile.

Argomenti semplici che permettono di trasmettere vicinanza alle persone, come ogni partito vero dovrebbe fare con il proprio “commandos territoriale”, usando temi reali e concreti.. quelli della propria zona.

Scorretto? Direi di no : astuzia, proclami del “noi faremo”, intelligenza nello scovare i problemi dell’uomo della strada (che non sono certo lo “ius soli” o “il decreto ZAN”) sono temi che permettono di recuperare quel gruzzolo di voti che ti permette di uscire dall’anonimato della propria lista e tentare la carriera politica.

Scorretto? Siamo onesti, tranne che pochi partiti italiani, la “carriera politica” senza limite di mandati NON è considerata un problema.
La politica è un lavoro.. altrimenti perché sbattersi diversi anni per laurearsi in “Scienza politiche” se poi hai un vincolo nel tuo lavoro, nella tua passione per soli due mandati?

Forse al milanese medio non interessea di che partito sei, quanti anni farai politica. Il milanese vuole qualcuno che risolva i problemi di Milano e che permetta a tutti di lavorare (e fatturare) evitando le scocciature che deturpano la città

Brutto da dire? SI. Ma al milanese non interessa cosa penso io. Sono io che devo interessarmi a cosa pensa lui.


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